lunedì 28 maggio 2012

CINNAMON SUGAR COOKIES


La cannella, spezia profumatissima proveniente dall'Oriente, è una delle spezie più antiche del mondo. Menzionata anche nella Bibbia, fu largamente usata dagli Egiziani,  non solo come bevanda ma anche come medicamento e fu uno dei tanti ingredienti adoperati per l'imbalsamazione. In Cina è stata menzionata in antichi testi risalenti al 2.700 A.C. Giunta in Europa nel Medievo, fu una delle spezie più diffuse.

Nel Nord America una miscela fatta di cannella e zucchero, “cinnamon sugar”,  è molto usata nei dessert canadesi. I CINNAMON SUGAR COOKIES ne sono ricoperti ….per gli amanti della cannella.
CINNAMON SUGAR COOKIES
Biscotti alla cannella

Ingredienti:
225 g farina
1 cucchiaio cannella in polvere
1 bustina vanillina
2 cucchiaini lievito per dolci
Sale
115 g burro
130 g zucchero di canna
1 uovo

Polvere di cannella e zucchero:
3 cucchiai zucchero da canna
3 cucchiai cannella in polvere

Unite in una terrina la farina, la cannella, il sale, il lievito, la vanillina, mescolate e mettete da parte.
Montate il burro a crema. Unite lo zucchero e mescolate energeticamente sino ad ottenere una crema. Incorporatevi l’uovo ed amalgamate bene.

Unite gradualmente il composto degli ingredienti asciutti. Quando il composto sarà ben amalgamato e liscio, copritelo e ponetelo, coperto, in frigo per circa due ore.

Poi, formate delle palline di 2 cm. Impanatele nel mix di zucchero e cannella per coprirle. Ponetele a distanza su una placca da forno leggermente unta o su carta da forno e schiacciatele leggermente.
Infornate a 175°  per circa 8-10 minuti o affinché dorati. Lasciate i biscotti 1 minuto sulla placca da forno e poi trasferiteli su una gratella a raffreddare.

Servizio fotografico: Maria Evans


lunedì 21 maggio 2012

EMPIRE COOKIES


VICTORIA DAY è sempre il lunedì prima del 24 maggio ed è una festività nazionale per celebrare  il compleanno della Regina Vittoria, che  nacque il 24 maggio 1819. Victoria Day è detta anche May Long Weekend (lungo weekend di tre giorni) perché segna ufficiosamente  l’inizio della stagione estiva.
Si festeggia la Regina Victoria, che ha regnato per quasi 64 anni, con “parades” e fuochi d’artificio spettacolari specialmente a Vittoria in British Columbia e in Ontario, luogo in cui nacque questa festa nel 1845 per divenire festa nazionale nel 1901.
A questa giornata non è solo associata la Victoria Sponge Cake (vedi ricetta), ma anche gli Empire Cookies, molto popolari in Canada. Questi biscotti, che richiamano la Victoria sponge cake, serviti con una tazza da thè sono semplici ma squisitamente ......regali. 

EMPIRE COOKIES
Biscotti imperiali
Ingredienti: 6 biscotti

125 g burro a temperatura ambiente
110 g zucchero
1 uovo
365 g farina
1 bustina di vanillina pura
Farcia:
200 g marmellata di lamponi
6 ciliege intere candite
Glassa:
250 g zucchero a velo
¼ cucchiaino estratto di mandorla
10 cucchiai acqua calda

Setacciate la farina, il sale, il lievito in polvere, la vanillina in una ciotola e mescolate. Mettete da parte.
In una grande terrina lavorate il burro sino ad ottenere un composto liscio e morbido. Unite lo zucchero, precedentemente setacciato, e lavorate finchè cremoso. Aggiungete l’uovo e mescolate energeticamente. Gradualmente incorporate il composto della farina.
Quando l’impasto incomincia a “raccogliersi” versatelo su una spianatoia leggermente infarinata. Lavorate sino ad ottenere una pasta omogenea e liscia. Formate una palla, avvolgetela con la pellicola, e ponetela in frigo per 15 minuti.

Poi stendete una sfoglia dallo spessore di 3 mm circa e tagliate i biscotti con una forma dal diametro di almeno 5 cm. Sistemate i biscotti su una placca da forno, leggermente unta, avendo cura di distanziare i biscotti. Ponete la placca al centro del forno a 170° per 15 minuti circa o affinchè i bordi risulteranno leggermente dorati. Sfornate e sistemate i biscotti su una gratella per dolci e fateli raffreddare.

Quando i biscotti saranno raffreddati spalmate la marmellata sulla parte inferiore del biscotto e chiudete con un altro.

Preparate la glassa. In una ciotola unite lo zucchero a velo a cui avete aggiunto l’essenza di mandorla. Aggiungete, sempre mescolando, l’acqua calda sino ad ottenere la giusta consistenza. La glassa dovrà essere sottile e spalmabile. Con un cucchiaio versate un cucchiaio di glassa sul biscotti e distribuitela uniformemente. Lasciare indurire la glassa e decorate la superficie con una mezza ciliegia il centro di ogni biscotto.

Nota: si può fare l’impasto e surgelarlo sino ad un mese oppure fare l’impasto e tenerlo in frigo, in un contenitore a chiusura ermetica, per 3 giorni, pronto per l’uso.


Servizio fotografico: Maria Evans


domenica 13 maggio 2012

STRAWBERRY VANILLA CAKE


AUGURI A TUTTE LE MAMME!!!!

La Festa della mamma, in Canada, come in Italia, è festeggiata la seconda domenica di maggio. In questo giorno i figli esprimono la loro gratitudine ed il loro amore alla propria madre e tutte le figure materne. E’ una grande festa in famiglia dove, in molte famiglie, la mamma, per quel giorno, va in vacanza dai fornelli e i figli cucinano per lei.

Fiore simbolo di questa festività è il garofano bianco, simbolo della dolcezza e purezza dell’amore materno. Tuttavia oggi si usano i garofani rossi per simboleggiare la festa della mamma; i bianchi sono simbolo di una madre che non c’è più.

Per omaggiare tutte le mamme, un dolce delicato e gustoso ..una torta alla vaniglia farcita e glassata con una crema alla fragola ma prima di assaggiarla….una poesia per rendere omaggio a tutte le mamme ….

Mother’s Love
There are times when only a Mother's love 
Can understand our tears, 
Can soothe our disappointments 
And calm all of our fears. 

There are times when only a Mother's love 
Can share the joy we feel 
When something we have dreamed about 
Quite suddenly is real. 

There are times when only a Mother's faith 
Can help us on life's way 
And inspire in us the confidence 
We need from day to day. 

For a Mother's heart and a Mother's faith 
And a Mother's steadfast love 
Were fashioned by the Angels 
And sent from God above. 
Michael Olakunle Adesanya


STRAWBERRY VANILLA CAKE
Torta di fragola alla vaniglia 

Ingredienti: 22 cm
335 g farina
220 g zucchero
1/2 cucchiaino sale
1 bustina lievito per dolci in polvere
110 g burro a temperatura ambiente
120 ml panna acida, a temperatura ambiente*
3 uova grandi
1bustina vanillina pura

Farcitura:
130 g burro a temperatura ambiente
200 g formaggio cremoso, temperatura ambiente
500 g zucchero a velo
1 bustina vanillina pura
3 fragole

Setacciate la farina, sale ed lievito, mescolate e mettete da parte.

Con uno sbattitore elettrico lavorate il burro, per circa 2 minuti. Aggiungete lo zucchero e lavorate, per circa 3 minuti,  finchè cremoso. Unite le uova, uno alla volta ed amalgamate bene  battendo per circa 30 secondi. Unite la vanillina e mescolate. Aggiungete la panna acida  ed amalgamate bene.  Incorporate il composto della farina a tre riprese avendo cura di amalgamare bene. Versate l’impasto nella tortiera e  infornate a 180° per circa 50 minuti. Dopo i primi 20 minuti abbassate la temperatura a 150° e continuate la cottura. Rimuovete dal forno e aspettate 10 minuti prima di sfornare. Lasciate raffreddare completamente  su una gratella per dolci.

Nel frattempo preparate la farcia. In una ciotola schiacciate le fragole sino ad ottenere una purea e mettete da parte.
Con uno sbattitore elettrico lavorate il burro per 2 minuti. Unite il formaggio e continuate a sbattere sino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Incorporate lo zucchero a velo, precedentemente setacciato. Unite la vanillina e mescolate. Incorporate tre cucchiai della purea di fragole. Amalgamate bene il tutto.

Procedete alla decorazione della torta. Tagliatela orizzontalmente a metà e spalmate una parte della farcia. Con la parte restante decorate la superficie.

AUGURI A TUTTE LE MAMME!!!!

*  potete fare la "sour cream" in casa o sostituirli (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage)

Servizio fotografico: Maria Evans

PUMPKIN-GINGER CAKE


Oggi, tantissimi anni fa, un minuto dopo la mezzanotte del 12 maggio, nacque mia figlia, una grande creativa. Ecco una torta per onorare il suo compleanno. Poiché  la sua torta preferita è quella allo zenzero e poiché ama anche la crostata di zucca, perché non festeggiare con una torta di zucca zenzerata……una torta semplice ma stimolante e poco comune..proprio come lei!

PUMPKIN-GINGER CAKE
Torta alla zucca e Zenzero

Ingredienti:
 400 g farina
100 g zucchero da canna
275 g purea di zucca gialla*
50 ml olio di girasole
2 uova
3 cucchiai melassa dolce
70 ml latte
1 cucchiaino zenzero in polvere
¼ cucchiaino chiodi di garofano in polvere
¼ cucchiaino noce moscata
1 cucchiaino cannella in polvere
1 bustina lievito per dolci in polvere

Streusel:
120 g zucchero da canna
50 g farina
100 g noci tritate finemente
40 g burro freddo

In una ciotola setacciate la farina, il lievito in polvere, il sale, e le spezie. Mettete da parte.
Mescolate l’olio con lo zucchero in una grande terrina. Unite le uova, una alla volta avendo cura di mescolare energeticamente. Unite la melassa sempre mescolando. Incorporate la purea di zucca. Infine aggiungete  il latte e mescolate bene.
A quest’ultimo composto gradualmente  incorporate la farina. Mescolate bene sino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Preparate il composto da mettere sul fondo della teglia.  Unite in una ciotola la farina, lo zucchero, le noci tritate. Incorporate il burro a pezzetti ed usate un coltello per tagliare il burro nella farina. Amalgamate bene. Versate questo composto sul fondo della teglia e premete leggermente. Versateci sopra l’impasto della torta ed infornate a 180° . Dopo i primi 20 minuti abbassate la temperatura a 160° e continuate la cottura per altri 25- 30 minuti affinchè inserendo uno stuzzicadenti al centro della torta ne uscirà pulito.

Togliete dal forno e lasciate intiepidire. Poi rovesciate il dolce sul piatto di portata. Cospargete con noci tritate e servite tagliato a quadrotti.


Buon Compleanno fiorellino!
*  potete fare la la purea di zucca in casa : visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage.


Servizio fotografico: Maria Evans


domenica 6 maggio 2012

MAPLE SQUARES


La linfa di alcuni aceri in Canada è un dolcificante naturale con un alto contenuto di sali minerali e vitamine.  A causa della presenza di componenti fenoliche è anche un potente antiossidante.
Non sottovalutiamo questo prezioso ingrediente ed in questo giorni…ahimè…non proprio primaverili, Vi propongo queste barrette allegre allo sciroppo d’acero con una squisita combinazione degli ingredienti da provare per credere…..

MAPLE SQUARES
Barrette allo sciroppo d’acero

Ingredienti: circa 12 barrette
190 g farina
85 g zucchero
100 g burro
100 g cocco grattugiato
150 ml sciroppo d’acero
un pizzico di sale

Preparate la base. In una ciotola mescolate la farina con lo zucchero. Aggiungetevi il burro a pezzetti e lavorate con le dita finchè il composto risulterà granuloso.
Trasferite il composto in una teglia rettangolare di 28x18 cm, schiacciando l'impasto e livellandolo in superficie. Cuocete la base in forno pre-riscaldato a 180° per 15 minuti, finchè sarà dorata. Rimuovetela dal forno e nel frattempo preparate lo strato superiore.

In una casseruola unite il cocco grattugiato, lo sciroppo d’acero ed il sale. Cuocete sulla fiamma medio-bassa, sempre mescolando, per circa 10 minuti, finchè il cocco non avrà assorbito gran parte dello sciroppo.

Spalmate questo composto granuloso sulla base precedentemente cotta. Rimettete il tutto in forno per altri 10 minuti. Poi rimuovete il dolce dal forno e dopo 10 minuti, con un coltello affilato, ritagliatelo a quadrotti.

ENJOY!

Servizio fotografico:Stefano Vensi 

domenica 29 aprile 2012

HAPPY BIRTHDAY!!!!



Esattamente un anno fa è nato questo blog, canadaDOLCEcanada. Ringrazio tutti coloro che hanno ne 

hanno apprezzato i contenuti. Spero che abbiate colto i sapori del Canada e anche quelli della vita.

Un abbraccio a tutti!!  

Servizio fotografico: Maria Evans

mercoledì 25 aprile 2012

SEASAME COOKIES



Se siete stanchi ed affaticati, sotto sforzo intellettuale o fisico, questi semini sono una miniera di forza e di vitalità. Probabilmente il detto “Apriti Sesamo” si riferisce alle possibilità nutritive, che aprirebbe le porte della forza e della vitalità ad ogni uomo.
Questo piccolo seme, originario dell’India, inoltre è ricco di sostanze calmanti e tonificanti del sistema nervoso, per avere i nervi saldi.
Allora, gustiamo questi buonissimi biscotti ai semi di sesamo, un sano snack……
SESAME COOKIES
Biscotti al sesamo

Ingredienti:
200 g farina
¼ cucchiaino lievito per dolci
110 g burro a temperatura ambiente
140 g zucchero di canna
1 uovo
1 bustina vanillina
130 g  semi sesamo

In una terrina montate leggermente il burro. Aggiungete lo zucchero e la vanillina e mescolate sino ad ottenere un impasto cremoso. Incorporate l'uovo e mescolate vigorosamente.
In un’alta ciotola mescolate insieme la farina, il lievito ed il sale. Aggiungete quest’ultimi ingredienti al composto cremoso ed amalgamate bene. Da ultimo unite i semi.

Trasferite l’impasto su una superficie leggermente infarinata.  Lavorate per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formate una palla e, avvolta con la pellicola,  mettete in frigo per un’ ora.
Poi stendete una sfoglia spessa 3 mm circa e ritagliate i biscotti. Disponeteli su una placca da forno leggermente unta.
Cuocete  in forno a 180° per 15 minuti o affinchè risulteranno dorati in superficie.


  Servizio fotografico: Maria Evans

lunedì 16 aprile 2012

L'ALLERGIA ENERGETICAMENTE

Photo courtesy: Guillaume http://www.flickr.com/photos/gyohm

In questo periodo dell'anno molti esseri umani soffrono di disturbi primaverili. Nel periodo dell’anno più importante per tutto ciò che concerne il RISVEGLIO della natura molti lo vivono terrorizzati. Perché?
La natura, nel suo espandersi, travolge tutti gli esseri in un cambiamento repentino, e chi è più restio al cambiamento si allergizza e risponde al cambiamento con un'infiammazione o un sintomo specifico. Spesso nella nostra vita ci sono cose che non accettiamo, che facciamo finta che ci piacciano tanto… Poi all'improvviso qualcosa ci toglie il respiro o ci fa gocciolare il naso e malediciamo la primavera.  Passiamo la vita a giustificare a noi stessi delle situazioni in via di decomposizione, a cercare di fermare e controllare il tempo, questo demone senza pietà, che inesorabile fa tornare la primavera e la necessità del cambiamento.

Photo coutesy:      Informmedia      www.flickr.com/photos/14694871,òNO5

L'impollinazione è, per la pianta, un distacco da sé, un donare qualcosa di sé ad un altro essere, una sorta di abbandono a fondersi con l'altro. Esprime la consapevolezza di una responsabilità nel piano.
Mentre noi in primavera ci ammaliamo: chi si deprime, chi è metereopatico, chi ha le allergie; qualche sintomo di ribellione da qualche parte deve uscire, anche attraverso problemi di pelle. Basta continuare a starsene lontani... Il senso profondo è un po' questo: non sto bene, non posso uscire, svestirmi, incontrare e fondermi in una sorta di impollinazione umana. Ma anche noi rientriamo inevitabilmente nei ritmi della natura.
Perché non usare delle piante invece di chi prende l'antidepressivo o l'ansiolitico? Esistono estratti che ci danno tono, togliendo quella stanchezza profonda che il cambiamento produce:  
l'Angelica cinese (Angelica sinensis): tonificante, immunomodulante e depurativa allo stesso tempo (da usare, però, con attenzione in soggetti che usano anticoagulanti);
Eleuterococco o ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus): immunostimolante ed è in grado di agire sui meccanismi fisiologici che determinano un innalzamento della resistenza fisica allo stress;
Schisandra (Schisandra chinensis), pianta dalle origini cinesi: tonificante, ma con proprietà antinfiammatoria a livello bronchiale. Alcuni studi la reputano un ottimo antidepressivo e depurativo epatico;
Elicriso (Helicrisum italicum), pianta dall'origine mediterranea che è funzionale in caso di allergie di varia natura e problematiche della pelle (psoriasi, dermatiti, etc.) contiene dei flavonoidi, nello specifico la quercitina, che inibisce sia la liberazione sia la produzione di istamina, molecola che provoca bronco costrizione;
Ribes nigrum, da prendere anche insieme alle piante sopracitate, stimolando, in maniera naturale, la corteccia surrenalica.
Photo courtsey:  www.flickr.com/photos/37025171@NO4
Ma se l'istamina o una simil-istamina si generasse anche all'interno della cellula vegetale? Se in un momento di stress, di paura, di necessità di fuga la pianta avesse davvero un rimedio chimico al suo allarme? Se si autoguarisse dalla paura di incontrarsi e fondersi? Se anche per la pianta l'altro può essere un potenziale pericolo proprio come per noi? Se alcune piante si adattassero alla situazione nuova con la produzione di determinati principi attivi?
E noi? Quale molecola possiamo tirare fuori? Credo che il miglior antidoto ai disagi che la primavera ci mette davanti sia il sentire cosa ci muove veramente verso l'altro e sentire se la sua paura è anche la mia; nell'infiammazione io rifiuto ciò che ho davanti, così come nella depressione.
Se la primavera è la stagione della depurazione in senso lato, cominciamo dall'alleggerire il nostro fegato, accettando, attraverso l'introspezione, quanto siamo arrabbiati con noi stessi per non essere perfetti. In questo modo le paure si dissolvono, non ci si deprime, perché non abbiamo più bisogno di nutrirci di solitudine, e ci si muove nella propria imperfezione proprio come l'altro nel quale alla fine ci si riconosce.
Tutto, sempre, ci rimanda ad uno sguardo centripeto.
Photo courtesy:  http://www.flickr.com/photos/ondablv

 Fonte: www.ildiscepolo.com, Donatella Donati 10/03/2008

domenica 8 aprile 2012

EASTER COOKIES


Happy Easter  !!! Oggi si commemora la Resurrezione del Cristo, risorto dopo tre giorni, circa 2.000 anni fa. “Easter”  deriva da “Eostre”, una antica dea anglosassone che veniva onorata durante la Festa della Primavera. Fiore tipico della Pasqua il giglio bianco, simbolo della resurrezione.
Per rallegrare le nostre tavole questi biscotti colorati, squisitamente dolci. 
EASTER  COOKIES
Biscotti festivi

Ingredienti:
90 g burro
80 g zucchero
1 uovo
I bustina vanillina
250 g farina
un pizzico di sale
½ cucchiaino cannella in polvere
4 cucchiai latte
50 g mirtilli rossi secchi
50 gr. scorza di lime ed arancia candite tritate
50 g. cioccolata bianca tritata

In una terrina lavorate il burro finchè sarà chiaro e cremoso. Aggiungete lo zucchero e mescolate sino ad ottenere una crema spumosa. Unite il tuorlo e la vanillina ed amalgamate.
Incorporate la farina, il sale, e la cannella precedentemente setacciati. Unite i mirtilli, le scorze candite, i pezzetti di cioccolata bianca. Aggiungete il latte per ben amalgamare l’impasto.

Trasferite l’impasto su una spianatoia infarinata e formate un rotolo dal diametro di 7-8 cm. Avvolgetelo con la pellicola trasparente e mettete nel freezer per 30 minuti.

Rimuovete da freezer e tagliate a fette dallo spessore di 5mm.
Sistemate i biscotti su una placca da forno leggermente unto. Spolverate con lo zucchero ed trasferite in forno preriscaldato a 175° per 15 minuti  o affinchè leggermente dorati.

HAPPY EASTER !!!




venerdì 6 aprile 2012

CROSS BUNS


Nei paesi anglosassoni questi profumatissimi panini dolci  si consumano tradizionalmente durante la il periodo pasquale, in particolare  il Venerdì Santo.
Sono contrassegnati da una croce (da cui il nome) a simboleggiare  la Croce del Cristo e la Sua Crocifissione.
Questa è una ricetta antichissima che risale ai riti pagani, in onore della dea Eostre (da cui prende origine il nome Easter).

Per onorare il Venerdì Santo vi propongo una ricetta dal sapore antico, ma tutt’oggi ancora deliziosa!
CROSS BUNS
Panini dolci Pasquali

Ingredienti:
200 ml latte
2,5 cucchiaini lievito secco
470 g farina
100 g zucchero
1 cucchiaino sale
100 g burro
1 uovo
scorza grattugiata di 1 limone
scorza grattugiata di 1 arancia
½ cucchiaino spezie miste
¼ cucchiaino cannella
¼ cucchiaino noce moscata
¼ cucchiaino chiodi garofano
50 g uva sultanina
30 g agrumi canditi

Per lucidare:
1 uovo
1 cucchiaio latte

Glassa per le croci:
180 g zucchero velo
7 cucchiai panna liquida

Riscaldate il latte con 1 cucchiaino di zucchero. Togliete dalla fiamma e aggiungete il lievito secco. Mescolate e  fate riposare per 10 minuti.
Sciogliete il burro a fiamma bassa e lasciate intiepidire.

In una terrina unite la farina, precedentemente setacciata, lo zucchero, il lievito,  il sale e  la scorza grattugiata dell'arancia e del limone. Mescolate e formate un incavo al centro.  Unitevi il latte, il burro ed amalgamate. Incorporate l’uovo e lavorate bene il tutto fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Infine aggiungete l’uva sultanina ed i canditi.

Formate una palla e ponetela in una ciotola  precedentemente unta d’olio. Coprite con la pellicola, anch’essa leggermente unta d’olio. Questa operazione impedisce che l’impasto si attacchi.
Lasciate lievitare in un luogo tiepido per 1-2 ore o fin quando l’impasto raddoppia.


Quando l’impasto sarà raddoppiato in volume, sgonfiatelo, punzecchiandolo con la punta delle dita. Poi formate delle palline e mettetele a lievitare su una placca da forno, ben distanziate tra loro. Coprite con la pellicola trasparente leggermente unta e fate lievitare ancora  per 1,5 - 2 ore fino al raddoppio.


Per lucidare i buns, mescolate l’uovo sbattuto nel latte. Spennellate la superficie dei buns. Poi con un coltello leggermente unto d’olio incidete una croce su ogni bun. Infornate a 200°  finchè i buns saranno dorati.
Sfornate i buns e metteteli su una gratella a raffreddare. Potete leggermente spennellare ogni bun con del miele per dare una maggiore lucidatura e dolcezza. È un optional.

Nel frattempo preparate la glassa. Mescolate energeticamete  lo zucchero a velo con la panna liquida  sino ad ottenere una crema consistente. Con un sac à poche  disegnate  un croce al centro di ogni bun.
Lasciate asciugare.

I buns si gustano così come sono oppure spalmati col burro, oppure divisi in due, tostati e farciti con burro  e formaggio.                                                Molto versatili!!!!!


Servizio fotografico: Maria Evans

mercoledì 28 marzo 2012

COSA'E' LO YOGA (PARTE II) I Percorsi dello Yoga


Photo courtesy: Gian Martins http://www.flickr.com/photos/gianmartins/
Nel corso degli anni si sono sviluppate diverse correnti Yoga. Bisogna ricordare che sono percorsi affini perché condividono molti aspetti tra loro ma tutti hanno in comune l’obiettivo di purificare lo spirito, di calmarlo fino a giungere alla fusione con l'Assoluto.
I percorsi spirituali tradizionali, dalle quali si diramano altre vie possono essere riassunti in: hata, bhakti, karma, jnana e raja.

Possiamo vedere Il karma yoga  (yoga dell’azione) come un filo rosso che unisce ogni yoga, in quanto ad ogni praticante di qualsiasi disciplina viene insegnato che la realizzazione non è soltanto un raggiungimento di uno scopo, ma un adempimento di una legge interiore. E’ detto anche  yoga dell’azione, che si fonda sul servizio disinteressato: il praticante si dedica ad agire sena aspettarsi il frutto delle proprie azioni ossia agisce per il bene comune, per migliorare l’ambiente intorno a sé per aiutare il prossimo senza fini egoistici. Nello svolgere un’azione non si ha l’obiettivo di una autogratificazione.

          Il jnana yoga (yoga della conoscenza) si differenzia dagli altri yoga, in quanto non è attuabile da un numero elevato di persone. Lo possiamo considerare uno strumento di nicchia in quanto è indicato per chi cerca di capire la vita attraverso la mente, infatti il praticante deve riprodurre mentalmente dei processi vitali che sono evidenti quando percepiti intuitivamente attraverso l’esperienza. Le false identità della mente vengono scoperte una dopo l’altra fino ad arrivare al completo chiarimento e all’emersione dell’Io più profondo.
Photo courtesy: Roshni Rose http://www.flickr.com/photos/roshnii
L’antica saggezza ci insegna che l’hata yoga venne promosso dagli illuminati per favorire il processo di coordinazione del veicolo fisico. Ancora oggi tale pratica è molto utile per alleviare le tensioni sul corpo fisico in quanto agisce sul veicolo energetico che alimenta direttamente il corpo denso.
L’hatha yoga è forse quello più conosciuto in quanto si sviluppa intorno alle posizioni dette asana, alle tecniche di respirazione dette pranayama, anche se è praticato in modo semplificato nelle palestre, nell’antichità comprendeva esercizi anche molto estremi che avevo la finalità di provocare un radicale cambiamento nella fisiologia corporea per portare la mente verso stati di coscienza particolari.

Il bhakti yoga (yoga della devozione) favorisce l’armonizzazione del corpo emotivo, ed è praticato sin dai tempi di Atlantide. Esso è l’esercizio dell’abnegazione di se stessi allo scopo di identificarsi con la propria interiorità più elevata. Le pratiche del Bhakti yoga hanno lo scopo di portare il cuore verso l‘aspetto Divino dell’esistenza e sintonizzarlo su di esso.Nella visione cristiana è conosciuto sotto il nome di misticismo: una fiamma che da secoli brucia la personalità sull’altare del divino in nome dell’amore verso l’unico Dio, Questa pratica porta a sviluppare il centro energetico del cuore, affinché divenga magnetico e radiante. Esso esprime insieme devozione, sentimento spirituale, servizio offerto in modo puro e disinteressato, amore per Dio incondizionato ed ininterrotto.

Il raja yoga (yoga regale) porta la coscienza ad identificarsi con l’anima. è stato codifcato dal saggio Patinali negli Yoga Sutra in cui espone gli otto stadi necessari per la corretta esecuzione di questa pratica. Ha l’obiettivo di tranquillizzare la mente tramite la meditazione per acquietare la mente. Ciò porta il praticante alla fusione col proprio Io più alto. È  lo strumento adatto per realizzare il Regno di Dio dentro e fuori di noi, e, se ben utilizzato sviluppa, al di là del tempo e dello spazio, il processo di reintegrazione nell’unità. La coscienza di un illuminato è caratterizzata da una continua presenza che non si identifica con la dualità riscontrabile nell’esistenza fisica, anche se continua a percepire le contraddizioni presenti nel mondo.

Viene detto che l’agni yoga (yoga del fuoco) sarà lo yoga del futuro e sostituirà il raja yoga. Questo è lo yoga dell’energia del fuoco, della consapevolezza, del pensiero diretto e responsabile. L’Agni Yoga è un insegnamento che aiuta l’allievo a portare alle luce le indicazioni spirituali con cui imparare a gestire la propria vita e poter contribuire al bene comune. Helena Roerich,, scrive: “ Il maggior giovamento cui possiamo contribuire, consiste nel risveglio della coscienza e nel miglioramento ed arricchimento della qualità dei nostri pensieri, che, insieme alla purificazione del Cuore, rafforzano le nostre emanazioni. Così, aumentando il nostro livello vibratorio, contribuiamo a ristabilire la salute di tutti coloro che ci circondano”.
Photo courtesy: Dale Lawson  http://www.flickr.com/photos/dalelawson
Tutti i tipi di yoga prescrivono la disciplina psicofisica ed il primo obiettivo che ogni percorso di yoga è quello di liberarsi dagli attaccamenti e dalle avversioni che nascono dalla mente e dai sensi agitati. All’inizio si prende coscienza delle tre influenze materiali, dette i guna, per poterle trascendere. In particolare si dovranno superare tamas, ignoranza, rajas, passione per raggiungere il livello di satva, virtù dal quale è possibile proseguire verso il sentiero della realizzazione spirituale vero e proprio.

Non dimentichiamo che le vie dello yoga mirano alla scoperta della propria natura spirituale e ci riconnettono con il Divino.
Tutte le religioni  insegnano come riunire noi stesso a Dio. Lo yoga vale per tutti, sia orientali che occidentali perché l’ultimo scopo dello yoga è l’unificazione con Dio.

Si può affermare che esiste una via mistica per ogni singolo essere. È impossibile pretendere che tutti raggiungano il proprio essere profondo allo stesso modo. Bisogna che ognuno faccia il percorso che è solo suo. Ciascuno deve scegliere lo yoga che sente più vicino al suo modo di essere.
Photo courtesy: Mariuccia Zottin  http://www.flickr.com/photos/mariucciazottin/

Buon yoga!!!!

Fonti:
www.ildiscepolo.it , Luca Tomberli, 30/01/2008 
www.biolifestyle.org