martedì 28 febbraio 2012

ICE WINE CANADESE

Photo courtesy: Reif Estate Winery
Altro emblema del Canada è l’icewine (vino del ghiaccio), un vino dolce da dessert famoso per il sapore intenso e il gusto vellutato.
Questo dolcissimo vino, figlio del freddo, nasce nella regione della Franconia nella Germania. 
La produzione richiede vigneti adatti, un clima secco e ventilato, temperature notturne molto rigide per lunghi periodi di tempo. La maggiore concentrazione di produttori canadesi di icewine si trova nella provincia dell’Ontario, seguita dalla British Columbia. Anche il Quebec e la Nova Scotia hanno una loro produzione, ma in quantità molto limitata. Il Canada oggi è il maggior produttore mondiale di Ice Wine di cui il 75% prodotto nell’Ontario nella penisola del Niagara.
                                                                             Photo courtesy: chicacat/shutterstock.com

I grappoli vengono lasciati gelare naturalmente mentre sono ancora attaccati alla pianta, aspettando che il gelo dell’inverno canadese scenda sui filari di viti. I viticoltori sorvegliano costantemente i preziosi grappoli per intervenire a  difenderli dal vento, dalle malattie, dalla grandine e dagli uccelli.
La temperatura atmosferica deve scendere ad almeno -8°C, per  procedere alla raccolta. Questa particolare vendemmia inizia spesso di notte, in modo da raccogliere i grappoli e avviarli alla lavorazione prima che sopraggiungano le temperature diurne. Gli acini, infatti, devono essere lavorati quando sono ancora ghiacciati. La maggior parte della vendemmia, soprattutto quella dei piccoli produttori, viene fatta a mano. Ciò costituisce un’ulteriore sfida, se si considerano le condizioni di buio e di freddo in cui avviene! Dopo essere rimasto a fermentare per parecchi giorni, l’icewine viene lasciato maturare per parecchi mesi.
Questa  procedura  permette di ottenere un liquido denso e ambrato, con un’elevata concentrazione di zuccheri naturali e di intensi profumi. I vini che ne risultano si distinguono per la spettacolare qualità e il bouquet ricco in cui emergono profumi che possono essere di pesca, albicocca, frutti tropicali, miele, caramello, acero e noci, a seconda del vitigno di provenienza.
Photo courtesy: Chateau des Charmes  (Niagara,Onatrio) 
La gamma dei ceppi utilizzati viene ampliata continuamente dai viticoltori e infatti ora si sta passando dalle tradizionali uve bianche Vidal e Riesling a quelle nere come ad esempio il Cabernet  Franc. L’icewine presenta caratteristiche diverse a seconda del vitigno: il Vidal, uva molto usata qui in Canada, avrà profumi di litchi, frutta tropicale per chiudere con una piacevole sensazione di miele una volta bevuto. L’icewine rosso invece ha per lo più profumi che vanno dalla marmellata di frutta di bosco alla fragola e si abbina molto bene con il cioccolato. 
L’icewine viene anche aggiunto agli spumanti e ai liquori, allargando ulteriormente il campo di utilizzo di questo eccellente prodotto. 


Gli icewine canadesi vengono venduti a prezzi sostenuti, perché sono costosi e impegnativi da produrre.
La resa di una vendemmia di uva per ottenere l’icewine è molto più bassa di quella di un normale vino da tavola. Per ottenere una bottiglia di icewine da  375 cl, (cioè metà della classica bottiglia di vino) sono necessari dai 3 ai 4 kg di frutto. In altre parole, ci vuole una quantità dieci volte maggiore per produrre l’icewine rispetto al normale vino da tavola.
In media una bottiglia da 375 ml si aggira intorno ai $45.00. Per ragioni di prezzo vengono confezionate anche bottiglie più piccole da 200 ml e da 50ml per le confezioni regalo.
Photo courtesy: Chateau des Charmes  (Niagara,Onatrio) 
L’eccezionale qualità dell’icewine canadese è garantita dai precisi standard qualitativi sotto stretto controllo anche dal consorzio di qualità VQA. Ogni raccolto è monitorato accuratamente per avere la certezza che le uve appartengano ai vitigni approvati e siano coltivate nelle aree geografiche prescritte, e che siano raccolte e lavorate alla temperatura di -8°C o inferiore. Il contenuto medio zuccherino naturale del mosto deve rispondere a severi criteri e sia l’alcol che lo zucchero contenuti del prodotto finito devono provenire esclusivamente dal contenuto zuccherino naturale dell’uva.
Non è ammesso la "cryoextraction" ossia il congelamento meccanico delle uva che evita il protrarsi delle uva nei vitigni per il periodo di congelamento ed evitare i relativi rischi. Ovviamente, non sono icewines tradizionali e vengono denominati “icebox wines” (vini da congelatore)
                                                                    Photo courtesy: Reif Estate Winery
L’icewine canadese si rivolge ai palati più raffinati ed entra di diritto nella categoria premium fra i vini di tutto il mondo.
Questo nettare è il complemento ideale per vari tipi di dessert, come le torte alla frutta o al formaggio, oppure per antipasti come il foie gras o i vari tipi di patè.
Viene servito alla temperatura di 8°- 10°  in calici ampi, per esaltarne le caratteristiche. La  gradazione varia dai 8 ai 13 gradi.
Costituisce un’esperienza straordinaria anche degustato da solo o  accompagnata da frutta fresca. In questa modalità è noto come “dessert in a glass”.

Fonti:
http://www.marquecanadabrand.agr.gc.ca
www.winesofcanada.com





mercoledì 22 febbraio 2012

RED VELVET CAKE


Una torta speciale  per una persona speciale........ mia figlia che ieri  si è laureata. CONGRATULAZIONI  DOTTORESSA!!!!!!!!

Non poteva mancare  la RED VELVET CAKE…una torta di colore rosso nata nel sud degli Stati Uniti e che divenne popolare negli anni ’40 in Canada. Nasce come prodotto esclusivo dei grandi magazzini Eaton per divenire sempre più popolare.
RED VELVET CAKE
Torta rosso velluto

Ingredienti:
380 g farina
2 cucchiai lievito per dolci in polvere
½ cucchiaino sale
2 cucchiai cacao amaro in polvere
120 g burro, a temperatura ambiente
330 g zucchero
2 uova grandi, a temperatura ambiente
1 bustina vanillina
100 ml panna acida, a temperatura ambiente*
115 ml buttermilk *
¾ cucchiaino colorante alimentare rosso in polvere rossa / 60 ml in gel

Farcitura:
500 g formaggio cremoso
1750 g zucchero a velo
3 bustine vanillina
kirsch

In una terrina setacciate la farina, il sale, il lievito in polvere ed il cacao e mettete da parte.
Versate il colore nel buttermilk . Regolate il rosso che dovrà essere di colore fucsia acceso.

In una grande terrina lavorate, con un frullino elettrico, lo zucchero con il burro affinchè l’impasto risulterà gonfio e leggero, per 5 minuti. Unite la vanillina e mescolate. Incorporate le uova, una alla volta, avendo cura di amalgamare bene.
Aggiungete la panna acida e mescolate. Regolando il frullino elettrico a velocità bassa, aggiungete il buttermilk colorato. Infine aggiungete gradualmente gli ingredienti secchi, sempre a  velocità bassa, affinchè l’impasto risulterà omogeneo. Non mescolate più del necessario.
Versato l’impasto in due tortiere da 22cm. con il fondo foderato con la carta da forno.Infornate a 175° e cuocete nel 30-35 minuti. Lasciate raffreddare 10 minuti prima di sformarle e fatele raffreddare su di una gratella.

Nel frattempo preparate la glassa. Lavorate, con il frullino elettrico, il formaggio con lo zucchero sino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Spennellate la parte della base delle due torte con il kirsch. Spalmate il disco di base con la farcia e coprire con l'altra metà della torta. Poi procedete a coprire tutta la superficie della torta con la rimanente glassa e decorate.
 CONGRATULAZIONI  DOTTORESSA!!!!!!!!

* potete fare il “buttermilk” (latticello") e la panna acida (sour cream) in casa: (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage)

Servizio fotografico: Maria Evans

martedì 14 febbraio 2012

VALENTINE CHOCOLATE HEART CAKE


Il 14 febbraio si ricorda San Valentino, martire cristiano del III secolo. Egli celebrava segretamente matrimoni, sebbene la legge dell’imperatore Claudio II vietassse ai giovani soldati di sposarsi. Quando venne scoperto, fu condannato a morte.
Nel Nord America questa giornata non è solo la festa degli innamorati ma ha una connotazione più ampia. Si scambiamo caramelle, fiori, cartoline e regali anche con le persone care.

Dolce come la cioccolata e passionale come il fondente..questo l’augurio per la festa degli innamorati:    
         Valentine’s Day ♥   
Valentine Chocolate Heart Cake  ♥   ♥   
Torta al Cioccolato per San Valentino
Ingredienti: 21 x 21 tortiera a forma di cuore
150 g cioccolato fondente
250 g farina
1 bustina lievito per dolci in polvere
160 g burro
200 g zucchero di canna
2 cucchiai corn syrup*
4 uova
125 g panna acida*

Per la farcitura:
150 g marmellata di lamponi
1 cucchiaino kirsch

Per la glassa:
150 g cioccolato fondente
50 g burro
3 cucchiai miele chiaro
½ cucchiaino cannella in polvere

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato e poi lasciatelo intiepidire.

In una terrina setacciate la farina con il lievito per dolci. Mescolate e mettete da parte.
In un’altra terrina, con il frullino elettrico, lavorate il burro finchè diventerà cremoso. Unite gradualmente, sempre mescolando, lo zucchero ed il corn syrup. Incorporate 2 uova e 2 tuorli (conservate gli albumi), uno alla volta, avendo cura di amalgamarli bene. Aggiungete la panna acida e il cioccolato fuso, sempre mescolando . Unite, la farina a cucchiaiate e mescolate sino ad ottenere un composto soffice.

In una ciotola montate gli albumi a neve. Quando saranno spumosi aggiungete quattro cucchiai di zucchero e continuate a montare a neve ferma. Incorporate delicatamente gli albumi montati con una spatola.
Versare l’impasto nella tortiera con il fondo foderato con la carta da forno. Infornate a 180° per 20 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° continuando la cottura per altri 40 minuti circa o affinchè inserendo uno stuzzicadenti al centro ne uscirà pulito. Lasciate riposare la torta 15 minuti prima di sformarla. Poi fatela raffreddare su una gratella.

Preparate nel frattempo la farcitura. Mescolate insieme la marmellata con il kirsch.
Poi tagliate la torta in due, orizzontalmente, e spalmate la superficie delle parti tagliate. Chiudete insieme le due metà e procedete alla glassatura.

Per la glassa, sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro e la cannella in polvere. Sempre mescolando aggiungete il miele. Togliete dal fuoco ed aspettate 3-4 minuti affinchè la  glassa sarà spalmabile. Versatela sulla superficie  e procedete alla decorazione.

♥   ♥   ©


*  potete fare il “corn syrup" e la "sour cream" in casa o sostituirli (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage).

servizio fotografico:Maria Evans


giovedì 9 febbraio 2012

WALNUT MUFFINS


Per coccolarsi meglio in queste fredde  giornate d’inverno, mangiamo qualcosa di nutriente e sano….muffins alle noci. Questi frutti gherigliati contengono  percentuali altissime di antiossidanti e proteine. Pare che queste frutto sia stato introdotto nell’Inghilterra dei Sassoni del V secolo, dall’Italia  e dalla Gallia.
WALNUT MUFFINS
Muffins alle noci

Ingredienti: 12 muffins
1 uovo
100 ml olio di girasole
200 ml latte
50 ml sciroppo d'acero
120 g farina bianca
185 g farina integrale
80 g zucchero di canna
1 bustina vanillina
1 bustina di lievito in polvere per dolci
½ cucchiaino sale
100 g gherigli di noce sminuzzati

In una terrina sbattete leggermente l’uovo. Aggiungetevi, sempre mescolando, l'olio di girasole, il latte e lo sciroppo d'acero.
In un'altra ciotola, unite le farine, lo zucchero, la vanillina, il lievito, il sale e mescolate. Al composto liquido aggiungete prima le noci e poi gli ingredienti secchi. Mescolate ma non troppo a lungo. L’impasto dovrà risultare leggermente granuloso.

Versate l'impasto nello stampo per muffin, leggermente unto, oppure negli appositi stampini riempito per ¾ della loro capacità.
Cuocete nel forno preriscaldato a 180° per 20 -25 minuti o affinchè risulteranno gonfi. A cottura ultimata, lasciateli riposare per 5 minuti; poi sfornateli e metteteli su una gratella a raffreddare.

 Semplici, veloci e mmmmmm buonissimi!!!!


Foto di Stefano Vensi

giovedì 2 febbraio 2012

ORANGE CUPCAKES


Per difenderci dai malanni di questo freddissimo inverno la natura ci regala tanti preziosi frutti, tra cui le arance, cariche di vibrazioni energizzanti del sole. Ricche, inoltre, di vitamine (soprattutto la vitamina C) e sali minerali, contribuiscono a rafforzare le nostre difese naturali. Ispirandoci a questo frutto, benefico e generoso, prepariamo le ORANGE CUPCAKES.

ORANGE CUPCAKES
Minitorte all'arancia

Ingredienti: per 16 cupcakes
100 g burro a temperatura ambiente
160 g zucchero
2  uova
1 cucchiaino estratto di vaniglia
270 g  farina
1 bustina  lievito per dolci
½  cucchiaino sale
140 ml  succo di arance ( 2 arance)
scorza grattugiata di 2 arance

Copertura all'arancia:
230 g zucchero a velo vanigliato
un pizzico di sale
110 g burro a temperatura ambiente
1 cucchiaio scorza grattugiata di arancia (4 arance)
2 cucchiai succo di arancia
1 cucchiaino essenza di arancia oppure mandarinetto liquore
2 cucchiai  colorante alimentare rosso (optional)
1 cucchiaio colorante alimentare giallo (optional)

In una terrina montate il burro a crema e gradatamente incorporate lo zucchero. Mescolate energeticamente. Aggiungetevi i tuorli, la scorza grattugiata di arancia e l'essenza di vaniglia. Amalgamate bene il tutto sino ad ottenere una crema.
Incorporate la farina, il sale ed il lievito, precedentemente setacciati, alternandoli al succo di arancia. Quando l'impasto risulterà omogeneo, incorporate gli albumi montati a neve ferma.

Amalgamate delicatamente l’impasto e poi versatelo, a cucchiaiate, nei pirottini di carta che foderano gli incavi dello stampo per muffin. Infornate a 180°  per circa 20 minuti cuocendo negli ultimi 5 minuti a 150°. Saranno pronti quando inserendo uno stuzzicadenti  ne uscirà asciutto. Rimuovete le cupcakes dal forno e lasciatele raffreddare su una gratella prima di decorarle.

Per la decorazione, montate il burro a crema  e gradatamente aggiungetevi lo zucchero, il sale e la scorza grattugiata di arancia. Mescolate vigorosamente; quindi incorporate il succo e l'essenza di arancia ed eventualmente il colorante alimentare. Continuate a mescolare fino ad ottenere una crema leggera e consistente.

Adoperate una tasca da pasticceria per la decorazione oppure spalmate la superficie dei cupcakes con una spatola. 




Servizio Fotografico:Stefano Vensi



mercoledì 25 gennaio 2012

CHOCOLATE-DIPPED SHORTBREAD COOKIES

In Canada, il 25 gennaio si celebra “Robbie Burns Day” in onore del grande poeta scozzese Robert Burns, precursore del Romanticismo. Quando emigrarono in Canada, gli scozzesi portarono con sé il loro amore per questo poeta. La concentrazione più alta di scozzesi si trova in Cape Breton, dove il Gaelico è insegnato e parlato in alcune sue parti.
Tutto il paese festeggia questa giornata con balli caratteristici, bande di cornamuse e menu speciali scozzesi.
Per omaggiare questa festa ho scelto dei biscotti tipici della Scozia, molto popolari in Canada: shortbread cookies, biscotti molto friabili….pochi semplici ingredienti per un impasto che si scioglie in bocca!


CHOCOLATE-DIPPED SHORTBREAD COOKIES
Biscotti sablè ricoperti di cioccolato

Ingredienti: 26 biscotti
230 g burro, a temperatura ambiente
70 g zucchero a velo
I cucchiaino vanillina pura in polvere
315 g farina
Copertura:
75 g  cioccolato fondente
125 g cioccolato al latte
10 g burro

Con un frullino elettrico montate il burro a crema. Poi unite lo zucchero e la vanillina in polvere ed amalgamate. Aggiungete la farina e continuate a mescolare finchè il composto inizia raccogliersi in una palla. Versatelo sulla spianatoia e, con le mani, formate una palla omogenea. Appiattite la palla e avvolgetela con una pellicola trasparente. Ponete in frigo per due ore circa.

Poi rimuovete la pasta frolla dal frigo e lasciatela riposare 10 minuti prima di stenderla. Con il mattarello fare uno sfoglia di ½ cm su una spianatoia leggermente infarinata. Ritagliate i biscotti con le formine che desiderate. Con un pennello spazzolate via la farina in eccedenza sui biscotti e sistemateli su una placca da forno foderata con la carta da forno. 
Mettete i biscotti in frigo per 15 minuti e poi infornateli a 160° sul piano centrale del forno. Cuocete per 20-25 minuti o affinchè i bordi incominceranno a dorarsi. Rimuovete immediatamente i biscotti dal forno e trasferiteli su una gratella a raffreddare per circa 30 minuti.
Per la copertura:
Tritate finemente il cioccolato. Mettetene metà assieme al burro in una pentola a bagnomaria mescolando spesso. Fate sciogliere i due ingredienti sino ad ottenere una crema. Rimuovete dalla fiamma ed aggiungete, poco alla volta, il restante cioccolato, mescolando energeticamente e velocemente. Quando il composto avrà la consistenza di una crema, procedete ad immergere metà di ogni biscotto. Disponete sulla carta da forno e fate rapprendere il cioccolato per almeno due ore.
 

Sono buonissimi anche senza la copertura!!!! 


Servizio fotografico: Maria Evans


domenica 22 gennaio 2012

LO SCIROPPO D'ACERO: EMBLEMA DEL CANADA

                                                    Photo courtesy:www.flickr.com/photos/bananamondaes/6279803474

Emblema per eccellenza del Canada è il “maple syrup”, liquido zuccherino ottenuto bollendo la linfa dell’ acero.
Il Canada ne produce oltre l'80% della produzione mondiale. Il 75% è prodotto nella provincia del Quebec con più di 7000 produttori.

Già gli indiani della regione dei Grandi Laghi e del fiume San Lorenzo conoscevano la lavorazione di questa linfa. In origine veniva trattata in modo da ottenerne cristalli che fungevano da surrogato dello zucchero di canna. Solo in seguito si scoprì la possibilità di ricavarne uno sciroppo. Veniva usato come merce di scambio o come regalo dagli indiani d’America, oltre che adoperarlo nella loro cucina. La conoscenza di questa estrazione fu poi trasmessa ai primi coloni Europei, i quali hanno, nel tempo, ne migliorarono il processo di raccolta e di lavorazione.

Nel Quebec: la raccolta della linfa  che i canadesi chiamano “maple’s water” perché sembra simile all’acqua.

Photo courtesy : Jean-Marc Labbe www.sxc.hu


Ciò che viene raccolto è la linfa di specifici aceri, principalmente dello Sugar Maple (Acer saccharum) e del Black Maple (Acer Nigrum). La raccolta avviene mentre l’albero è in letargo, ossia all’inizio della primavera, momento in cui la linfa scorre prima che il calore dell’estate la renda amarognola. Fare lo sciroppo d’acero richiede notti gelate e giornate calde (non oltre i 10° C). Queste giornate devono alternarsi e durare abbastanza per permettere alla linfa di circolare negli alberi.

La linfa viene raccolta in aree di coltivazione note come “sugarbush”” o “sugarwoods”
In genere ogni stagione di “maple sugaring” dura dalle 4 ai 8 settimane, a seconda della regione e del tempo meteorologico. Il fiorire delle gemme segnala la fine della raccolta.

Si inizia ad “incidere” l’albero quando il suo tronco raggiunge almeno 12 cm. Si può estrarre la linfa dallo stesso albero per circa 30 anni.  Ogni albero  produce in media 12 litri di liquido al giorno. Per ottenere un litro di sciroppo ci vogliono 40 litri di linfa d'acero.

Photo courtesy: Tennis Forbes            www.flickr.com/photos/dforbes/418121366
Tuttavia, la linfa, allo stato puro non possiede quel caratteristico colore e sapore caramellato. Ciò viene reso con la bollitura e con la conseguente evaporizzazione dell’acqua in essa contenuta. Lo sciroppo, infatti, deriva dal processo di concentrazione della linfa, che si effettua in costruzioni ad hoc chiamate “sugarshacks” o “cabines à sucre”.

Nell’Ontario: maple syrup capanna (Mountsberg Park, vicino Toronto)

 Photo courtesy: www.flickr.com/photos/76798588@N00/126593946/in/photostream/

Nell’Ontario : metodo tradizionale per la bollitura della linfa d’acero (Mountsberg Park, vicino Toronto)

Photo courtesy: Steph      www.flickr.com/photos/76798588@N00/126593943

Le specie degli albero d’acero idonee per estrarre questo liquido nascono in varie parti del mondo ma le condizioni climatiche ottimali si trovano in alcuni zone dell’ Ontario del Sud, nella provincia del Quebec ed in alcune zone della New Brunswick come anche negli stati del New England negli USA. Tuttavia anche le province di Manitoba e Saskatchewan producono uno sciroppo d’acero, tratto dal Manitoba Maple, meno dolce e dal sapore leggermente diverso.
Uno sciroppo simile a quello d’acero è prodotto anche dal alcune specie dell’albero di betulla: birch syrup

Lo sciroppo d’acero può essere classificato in base al grado di raffinazione e colore: chiaro, ambrato e marrone. Quello più chiaro è ritenuto essere il migliore per il suo sapore delicato. Le gradazioni servono anche per definire l’ultima raccolta in quanto alla fine della stagione la linfa si presenta più scura e con un più forte sapore caramellato.


Nel Québec ed in alcune parti dell'Ontario, il processo di fabbricazione dello sciroppo è divenuto parte della cultura popolare. Infatti si possono visitare gli sugarshacks, dove piatti a base di sciroppo d'acero sono serviti in un'atmosfera rustica e casareccia. 
La maple taffee (letteralmente: caramella d'acero) o tire sur la neige è preparata versando caramello caldissimo, ottenuto concentrando ulteriormente lo sciroppo, sulla neve fredda; la caramella così realizzata viene poi mangiata su bastoncini a mo' di lecca-lecca.
Ottimo sui pancakes, nello yogurt,sul gelato, sulla frutta fresca e come ingrediente nei dolci.
maple taffee
Photo Courtesy: Kate McDonnell       www.flickr.com/photos/mtlweblog/452931243


Il "maple syrup" è un prodotto costoso a causa della bassa resa, ma esistono anche versioni economiche con una data percentuale di sciroppo d’acero misto allo zucchero di canna. Si riconoscono perché sono denominati “maple-flavoured”, “pancake syrup”, “table syrup” e nomi similari, prodotti che però hanno un sapore caramellato artificiale. Lo sciroppo d’acero autentico è garantito con il marchio di una foglia d’acero sull’etichettatura della bottiglia.

Salute e Sciroppo….d’acero
Photo courtesy: Eric C. Snowdeal III    http://snowdeal.org



È il secondo dolcificante naturale meno calorico superato solo dalla melassa; ha un alto contenuto di sali minerali quali il potassio, il calcio, fosforo zinco e manganese e possiede alcune tracce di amino acidi e vitamine. Comparato al miele ne ha 15% calcio in più. A causa della presenza di componenti fenoliche è anche un potente antiossidante.

Oltre ad essere utilizzato per le sue elevate proprietà nutrizionali ed energizzanti, lo sciroppo d'acero è noto anche per le sue proprietà depurative, diuretiche e antistipsi. 
In virtù dei suoi componenti specifici aiuta a prevenire il diabete, il cancro, l’osteoporosi e l’Alzeimer. Per la presenza di manganese aiuta a riparare i tessuti muscolari e riparare danni cellulari. Come dolcificante nei dolci non fermenta nell’organismo per cui non causa gonfiore addominale.

Numerosi studi hanno dimostrato che gli estratti di sciroppo d’acero possiedono un effetto antimutageno, antiproliferativo e anticancerogeno. Ad oggi, sono state identificate 54 sostanze presenti nello sciroppo e di queste, 5 sono state recentemente scoperte. Una di queste è il Quebecol, un composto fenolico potenzialmente benefico non presente in origine nella linfa d’acero per cui si crede che sia prodotto nel processo di preparazione dello sciroppo.

In altre parole, quando il gusto e la salute s’incontrano……

Photo courtesy:   Richard www.flickr.com/photos/41074546@N06/6292368756



Fonti:












domenica 15 gennaio 2012

MAPLE SYRUP MUFFINS

Per rendere le nostre giornate invernali più gustose o per fare una “Canadian breakfast” non possono mancare i muffins allo sciroppo d’acero.
Già gli Indiani Irochesi conoscevano la lavorazione della linfa estratta dalla corteccia dell’albero d’acero. Inizialmente la linfa veniva trattata in modo da  ottenere cristalli che fungevano da surrogato dello zucchero di canna. Solo in seguito si scoprì la possibilità di ricavarne uno sciroppo.

MAPLE SYRUP MUFFINS
Muffins allo sciroppo d’acero

Ingredienti: 14 muffins
150 g farina integrale
130 g farina bianca
2 cucchiaini lievito per dolci in polvere
½ cucchiaini bicarbonato di sodio
½ cucchiaino sale
115 g burro a temperatura ambiente
200 ml sciroppo d’acero
150 g panna acida a temperatura ambiente*
1 uovo
60 g noci

In una terrina setacciate le farine, il lievito per dolci, il bicarbonato di sodio ed il sale e mettete da parte. In un’altra terrina montate il burro finchè sarà cremoso.
Gradualmente aggiungete, sempre mescolando, lo sciroppo d’acero. Incorporate la panna acida e poi l’uovo. Infine aggiungete le noci. Versate le farine e mescolate finchè il composto risulterà omogeneo avendo cura di non mescolare troppo.

Distribuite l’impasto nei pirottini che avete sistemato nello stampo per muffins riempiendoli per 2/3. Infornate a 180° e cuocete per 20-25 minuti o affinchè i muffin non saranno gonfi e dorati e infilzandoli al centro con uno stuzzicadenti questo non ne uscirà pulito.
Poi toglieteli dal forno e dopo 5 minuti sformateli e fateli raffreddare su una gratella.

Servite i muffins irrorandoli con lo sciroppo d’acero. Buonissimi!!!!!


*  potete fare la "sour cream" in casa o sostituirli (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage)

Servizio fotografico: Maria Evans

domenica 8 gennaio 2012

COSA E' LO YOGA (PARTE I)

Photo courtesy: Marko Jurkovic        http://www.flickr.com/photos/creativeline/530074991/  

 E' la forza interiore che gli consente di utilizzare la propria pace, gioia e amore condividendole con gli altri. Anziché essere influenzato dalla negatività altrui, la sua positività è tale da influenzare gli altri.
Uno yogi sa come mantenere auto rispetto e dunque è in grado di dare rispetto a chi lo circonda. Uno yogi ha l’abitudine di dare un appuntamento a se stesso, ogni giorno, dedicando del tempo al silenzio.
 Questo tempo ha proprio bisogno di questo, di rieducare la propria coscienza.
Yogesh Sharda

Secoli prima che si parlasse di inconscio, di psiche e di personalità gli antichi saggi dello Yoga avevano già visto questo fenomeno e trovato le soluzioni per porvi rimedio.
Patanjali, nei suoi Sutra, così definisce lo Yoga:
"Lo Yoga è il processo di pulizia della mente subconscia, allora il Testimone si siede nella sua vera forma e natura".
Lo Yoga stesso, lontano da approcci settari o religiosi, viene definito come un processo: un insieme di tecniche e modelli che, se applicate, conducono alla liberazione dalle nostre compulsioni e dall’identificazione con la nostra personalità.
Questi movimenti non cesseranno di esistere, ma divenendone “testimoni” cesseremo di esserne schiavi, quindi liberi di tornare ad identificarci con la nostra vera natura, quindi l’Essenza, in un processo di totale autorealizzazione.
Maharishi Patanjali, autore degli Yoga Sutra, fra i primi testi della millenaria tradizione Yoga. Rishikesh,India
Photo courtesy: Manoj Pal              http://www.flickr.com/photos/pin-2/5125833582/sizes/z/in/photostream/    
Il termine Yoga deriva dal verbo sanscrito 'yuj', da cui  l'italiano 'giogo', Il giogo è quello strumento che si utilizza per legare i cavalli all'aratro ed indurli ad esercitare la loro possente forza in una sola direzione ed ottenere quindi di arare il proprio campo.
Simbolicamente il carro/aratro viene preso a simbolo della mente umana, che se ben guidata, può arare il campo della conoscenza. La mente umana è condotta da cavalli forti (le facoltà dei sensi, le facoltà mentali, le passioni ) che, se lasciati liberi, se non 'aggiogati', disciplinati, disperdono le loro energie in tutte le direzioni. Aggiogare i buoi al carro = aggiogare la personalità istintuale presente nella natura umana, per riorientarli verso scopo e significati più alti.
Ecco che quindi che al termine yoga viene associato il significato di 'disciplina'.
Altro significato del verbo sanscrito Yuj, oltre il più intrinseco "aggiogare” è legato al verbo unire o unione in cui i fautori di questa disciplina si addestrano, in ambito psico-somatico, ad aggiogare mente e corpo per ottenere una perfetta unità operanti a livelli profondi.
Una terza proposta interpretativa, si ravvisa nella parola "fusione" che per lo Yoga rappresenta il livello coscienziale d'esperienza relativamente più avanzato che, di solito, segue la completa realizzazione dell'unione psico-fisica. 
 Cambia a questo punto la propria visione del mondo. Le parole amico, nemico o indifferente vengono sostituite da favorevole, sfavorevole o neutrale e, per conseguenza, si presenta nel praticante una più evidente stabilità emotiva. 
Le memorie, soprattutto attraverso la pratica della meditazione, vengono anch'esse riorganizzate e spogliate dall'aspetto emotivo. 
L'individuo può così incamminarsi verso un quarto stadio di realizzazione che lo porterà a cercare la gioia duratura e ciò che sta oltre l'ordinario, ovvero il trascendente. Lungo la via potrebbe sperimentare la suprema quiete, conoscere e riposare nella vera essenza del suo essere attraverso una continua meditazione sul vero sé.

Non è facile definire in modo esaustivo cosa è lo yoga a coloro che non praticano questa disciplina. Questa disciplina può essere compresa praticandola correttamente con un guida esperta.
                                Photo courtesy:Mark Murray              http://www.flickr.com/photos/murdog36/4866486574/  
Le motivazioni per cui si comincia a praticare Yoga sono diverse e personali, ma in ogni caso si ottiene un maggiore equilibrio fisico e mentale.
Infatti secondo i princìpi dello Yoga il concetto di “salute” non coincide esattamente con quella che è la salute fisica, ovvero l’assenza di malattie o disturbi, ma coinvolge anche gli aspetti mentali e quindi psichici e spirituali dell’individuo, comprendendone quindi anche gli atteggiamenti ed i comportamenti sociali.

C’è davvero la necessità di soffermarci un momento a riflettere, di dedicare un po’ di tempo e di energia a noi stessi ed alla nostra evoluzione psicofisica, per riacquistare quella latente capacità di comprendere e di analizzare noi stessi, evitando di rivolgere la nostra attenzione soltanto all’esterno ed agli aspetti solo materiali della vita.
Quasi tutti noi, anche senza accorgercene, presi come siamo dalla nostra frenetica attività (di natura soprattutto mentale), trasciniamo la nostra esistenza senza essere in sintonia con i nostri ritmi biologici ed ignorando quelli naturali. Gli effetti di questo disequilibrio sono i malesseri, le disfunzioni neurovegetative, l’ansia, l’insicurezza, le tensioni, che alla lunga possono provocare anche incidenti e malattie insieme ad una diffusa e generale infelicità.
Sicuramente esistono molte tecniche valide anche occidentali per combattere tutto ciò, ma poche possono vantare la millenaria tradizione dello Yoga e la sua completezza anche dal punto di vista spirituale.
                  Photo courtesy:Buonaventura’s & Carla’s        http://www.flickr.com/photos/buonaventura42/4155171948/sizes/z/in/photostream

In questo senso si può dire che lo Yoga non è una disciplina specificamente indiana, ma universale, in quanto scienza tramandata per migliorare le condizioni di vita dell’uomo, per procurargli salute, tranquillità e pace interiore a prescindere dalla sua razza o dimensione culturale. Lo Yoga è un patrimonio universale dell’umanità ed il fatto che i suoi antichissimi princìpi si siano tramandati in India anziché altrove è un problema storico, ma del tutto ininfluente dal punto di vista della validità di questa grande tradizione che appartiene a tutto il genere umano.


Fonti:
www.rajayoganewsletter.com